Cute Blinking Unicorn
a banana called Momo.

Le persone che mi detestano possono essere divise in due categorie: quelle che non mi conoscono affatto e quelle che mi conoscono fin troppo bene.
- Momo
sabato 3 novembre 2012
Non sono mai stata una buona forchetta.
Il mio rapporto con il cibo è abbastanza conflittuale: ho sempre visto i pasti come un mero atto destinato al nutrimento, anche forzato, e la mia lentezza può essere un segnale di questa mia ostilità, oltre ad essere stata la causa principale delle innumerevoli bacchettate che ricevevo da mio padre quando ero più piccina. Sono trascorsi molti anni, e le frasi più ricorrenti che mi rivolgono i miei genitori sono tuttora "hai 20 anni e ti dobbiamo ancora sgridare per farti mangiare", "ti dovremmo portare in Africa per farti soffrire la fame così mangeresti più velocemente" e affini. Con la differenza che ora mentre mando giù dei bocconi controvoglia dedico quel tempo a fare qualcosa che mi piace: riflettere. Come quando si è sotto la doccia (non mi è permesso fare il paragone con il bagno all'interno della vasca a causa della mancanza di quest'ultima).
Qualche sera fa, dinanzi al mio solito piatto di riso bianco, ho ripreso una meditazione che mi assilla da molto. "Devo aggiornare il blog", ho pensato. E l'ho pensato svariate volte in questo periodo di morte apparente, tant'è che sul desktop conservo bozze di ipotetici interventi che avrei dovuto pubblicare ma che sono rimasti incompleti.
Il modo migliore per tornare a vivere in questo spazio virtuale, a mio parere, è quello di affrontare il problema che mi affligge ed esporlo anche a voi. Il primo passo per poter "guarire" è la consapevolezza, perciò ecco a voi: sono una dannata procrastinatrice.
Mi prefiggo obiettivi, anche piacevoli, ma spreco il mio tempo in attività per nulla produttive, una su tutte la navigazione senza meta di Facebook, dopodiché mi faccio divorare dai sensi di colpa. Sì, perché vedere il mio blog povero di post e non leggere gli aggiornamenti di persone che mi interessano non mi fanno stare a posto con me stessa.
Ciononostante non ci riesco e basta.
Nella mia testa pianifico e programmo il tutto attendendo la sera libera da ogni pensiero; la serata perfetta per posizionarmi comoda con il cuscino sotto la schiena e le dita a digitare sui tasti del mio portatile, magari con qualche schifezza accanto da poter sgranocchiare nel mentre. Poi una notifica, un messaggio di posta e tutti i piani rimangono piani. Appunto. Piani da poter attuare domani, o dopodomani. O da poter rimandare ancora e ancora. Così mi ritrovo al termine delle giornate frustrata per un impegno mancato e priva di soddisfazioni personali.
Per tale ragione, mi scuso con voi, ma soprattutto con me medesima.
Il non far nulla mi logora, mi fa discostare da quelle che invece potrebbero essere attività stimolanti. Non è un caso che abbia utilizzato "stimolanti" piuttosto che "utili". Non desidero necessariamente studiare: voglio solamente mettere in atto qualcosa che mi piaccia e che sia felice di fare, e questo post è un piccolo passo verso questa mia disintossicazione dal "dolce far nulla".
Ora però torno a finire il mio pranzo.

NB: Il suddetto post è stato scritto la scorsa settimana, se non prima. Eh sì, ho urgenza di prendere le redini e darmi da fare per rifiorire ed essere una Momo migliore.

Non appena avrò del tempo - purtroppo per me sabato è un giorno lavorativo - vi comunicherò la mia rinascita direttamente nelle vostre dimore e leggerò ciò che mi sono persa in questi mesi.
Scritto da momoka @ 17:12 • (17) + 1 sospiro?